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QUALI SONO GLI UCCELLI PIù INFESTANTI NELLE CITTA’ ITALIANE?

Gli uccelli più infestanti nelle città italiane sono principalmente i piccioni, i gabbiani, le cornacchie/corvi, gli storni e, più recentemente, alcune specie di pappagalli come il parrocchetto dal collare e il pappagallo monaco.

I piccioni (Columba livia) sono i più comuni, molto adattabili e nidificano su edifici e strutture urbane. I gabbiani, soprattutto nelle città costiere ma anche nell’entroterra, sono noti per rovistare nei rifiuti e a volte diventano aggressivi nel periodo di nidificazione. Le cornacchie e i corvi sono intelligenti, opportunisti e onnivori, spesso fonte di disturbo urbano. Gli storni si aggregano in grandi stormi che possono creare problemi igienici con i loro escrementi e rumore.

Negli ultimi anni, la presenza di pappagalli esotici infestanti, come il parrocchetto dal collare, è in crescita nelle aree urbane italiane, dove possono formare colonie e causare danni all’agricoltura e alla biodiversità locale.

Inoltre, alcune specie di rapaci come il falco pellegrino stanno colonizzando le città, ma non sono considerate infestanti.

Questi uccelli infestanti sono problematici soprattutto per via della sporcizia, del rumore, del rischio di danni materiali e del potenziale veicolo di malattie. Per contenere le infestazioni, si adottano misure di controllo e gestione specifiche per ciascuna specie

Il problema degli storni nelle città italiane è legato principalmente all’elevato accumulo di guano che questi uccelli producono, creando disagi igienico-sanitari e rendendo strade, marciapiedi e monumenti sporchi e scivolosi. Le loro deiezioni hanno un forte potere corrosivo che danneggia anche importanti opere d’arte, come capita a Firenze. Inoltre, il rumore e la presenza massiccia degli storni negli alberi e sui tetti rappresentano un fastidio per i cittadini.

Gli storni tendono a formare grandi dormitori in città soprattutto nei mesi autunnali e invernali, quando si radunano in enormi stormi, causando problemi significativi di pulizia urbana e rischio di incidenti dovuti al guano. Anche l’agricoltura subisce danni a causa della loro presenza, con ingenti perdite soprattutto nelle produzioni di ortaggi e oliveti, dovute agli escrementi e alla distruzione delle colture.

Per gestire queste problematiche si utilizzano metodi di allontanamento non cruente, come dissuasori acustici che emettono richiami di allarme per gli storni, e azioni di controllo mirate. In alcune città come Roma sono attivi interventi volti a ridurre la presenza degli storni soprattutto durante il periodo in cui si concentrano nei dormitori urbani.

In sintesi, gli storni nelle aree urbane sono causa di danni economici e ambientali, problemi di igiene e disagio pubblico, che spingono a cercare soluzioni efficaci di gestione e contenimento della specie protetta ma invasiva nelle città italiane

Metodi non letali per allontanare gli storni dagli alberi cittadini:

I metodi non letali per allontanare gli storni dagli alberi cittadini si basano su tecniche di disturbo e dissuasione volte a rendere l’area meno attrattiva senza arrecare danno agli uccelli. Questi comprendono:

  1. Sistemi acustici: dispositivi che emettono suoni di allarme o richiami di predatori, disturbando gli storni e spingendoli a lasciare l’area. Questo metodo deve essere variato nel tempo per evitare che gli uccelli si abituino.
  2. Barriere fisiche: utilizzo di fili tesi, reti o spuntoni antiuccello posizionati sui rami per impedire agli storni di posarsi comodamente. Questi strumenti sono selettivi e rispettano la fauna senza causare danni.
  3. Laser e luci intermittenti: speciali proiettori laser o luci intermittenti che creano un ambiente poco invitante in cui gli storni evitano di sostare.
  4. Modelli di predatori artificiali: riproduzioni di rapaci come falchi o gufi possono essere posizionati in punti strategici per spaventare gli storni, anche se spesso è necessario spostarli periodicamente perché non perdano efficacia.
  5. Gestione ambientale: riduzione delle fonti di cibo nelle aree urbane e potatura degli alberi per rendere il sito meno accogliente.

Questi metodi, combinati tra loro, permettono una gestione efficace senza uccidere o ferire gli storni, nel rispetto della loro protezione normativa e per limitare i disagi causati dalla loro presenza nelle città

Strategie comunali per gestire grandi dormitori di storni

Le strategie comunali per gestire i grandi dormitori di storni nelle città italiane, come nel caso di Roma, si basano principalmente su metodi non letali di allontanamento e controllo delle popolazioni. Una tecnica consolidata è l’uso dei dissuasori acustici che emettono il “grido d’allarme” degli storni, un segnale di pericolo che induce gli uccelli a lasciare temporaneamente il sito. Questa operazione viene ripetuta per più sere per ottenere l’abbandono definitivo del dormitorio.

Inoltre, vengono utilizzati altoparlanti mobili e proiettori di luce per disturbare gli stormi al tramonto, accompagnati da interventi di gestione quali la potatura selettiva degli alberi per rendere i siti meno accoglienti. Alcuni comuni hanno sperimentato anche la presenza reale o simulata di rapaci predatori per spaventare gli storni, anche se con risultati limitati.

Strategie più ampie includono la frammentazione degli stormi in gruppi più piccoli, facilitandone il controllo e l’allontanamento da zone sensibili. Si promuove inoltre la riduzione delle risorse alimentari artificiali che attraggono gli storni e la segnalazione da parte dei cittadini di nuovi dormitori.

Questi interventi sono progettati per minimizzare i danni causati dal guano, ridurre i rischi per la sicurezza pubblica e salvaguardare l’ambiente urbano, mantenendo il rispetto per una specie comunque protetta dalla legge